Public – private partnership for sustainable developement

Strumenti, protocolli e processi per fare assieme nell’era della economia collaborativa 

L’Unione Europea promuove le PPP (Partnership Pubblico Privato) sia come strumento contrattuale di realizzazione di opere di interesse collettivo (es. project financing) sia come modalità di collaborazione di tipo istituzionale tra soggetti pubblici e soggetti privati attraverso la costruzione di un processo trasparente e supportato da strumenti di governance, monitoraggio e trasparenza.


Le partnership pubblico privato: cosa sono

Le partnership pubblico privato (PPP) sono sistemi che hanno la capacità di rafforzare la fiducia tra i diversi attori perché si basano sulla collaborazione, sulla costruzione di una comune metrica e di un comune obiettivo da raggiungere.

Si chiamano partnership pubblico privato, di fatto, una collaborazione volontaria tra pubblico e privato per migliorare la vita della comunità.

La collaborazione istutuzionale e non contrattuale tra pubblica amministrazione locale e imprese è uno degli strumenti importanti per realizzare misure efficaci per lo sviluppo sostenibile locale.

Le esperienze denominate di partnership pubblico privato fanno infatti leva sulla capacità della pubblica amministrazione locale di collaborare con le imprese per la promozione della competitività del territorio, del benessere locale e degli abitanti. Si tratta di modelli dove di fatto imprese e amministratori definiscono obiettivi comuni, a livello valoriale, politico e tecnico e li attuano, verificando gli effetti della loro realizzazione.

Le PPP sono strumenti che nascono come sistemi normativi, ma sono efficaci solo se supportati da strumenti aggreganti digitali (sia per la partecipazione che per la trasparenza) e da adeguati sistemi di gestione e di accountability (per assicurare le modalità tecniche di realizzazione e rendicontare gli esiti).

La fiducia, la cultura del fare assieme e della collaborazione accompagnate da sistemi gestionali, protocolli, sistemi di indicatori (per facilitare le decisioni e le verifiche, con dati ed evidenze, qualitative e quantitative), aiutano a fare bene le cose. Devono tuttavia non essere concepiti come procedure burocratiche, ma come elementi di inquadramento di natura strategico-valoriale. Devono essere pensati per dare un senso complessivo dell’azione e supportarne la realizzazione.

Le partnership sono collaborazioni che nascono tra “persone e organizzazioni provenienti dal settore pubblico, privato e dalla società civile, che si impegnano volontariamente e reciprocamente in relazioni innovative per perseguire obiettivi condivisi attraverso la messa in comune delle loro risorse e competenze” (Copenhagen Center)

Le PPP rappresentano sicuramente per il governo locale un modo alternativo di perseguire obiettivi di crescita nel rispetto dei principi dello sviluppo sostenibile. Secondo il Copenhagen Centre vi sono sei principi essenziali per la riuscita di una buona partnership pubblico-privato:

  • i partner convergono per raggiungere benefici sociali attraverso l’azione congiunta;
  • la ricerca di nuovi approcci e soluzioni innovative ai problemi;
  • l’approccio multisettoriale, che implica la partecipazione di almeno due attori provenienti da ambiti settoriali differenti;
  • la partecipazione volontaria dei membri;
  • la condivisione dei costi e dei benefici dell’azione;
  • la ricerca di una soluzione sinergica, in cui il risultato finale sia superiore alla somma dei differenti apporti di ciascuno.

Non coincidono perfettamente con gli accordi di programma – che sono più normativi e non prevedono né un processo codificato né una metrica definita ex ante e da verificare ex post – ma ne rappresentano una forma più articolata. La differenza principale è che la PPP è un processo collaborativo, dove la pubblica amministrazione crea condizioni di condivisione e di collaborazione, ma è l’impresa che realizza e persegue obiettivi (anche economici).

I principali passi operativi per la PPP sono:

  • definizione degli obiettivi comuni
  • elaborazione dell’accordo
  • condivisione dei KPI (Key Performance Indicator)
  • realizzazione delle attività e del coinvolgimento del gruppo dirigente
  • assegnazione delle responsabilità al management pubblico e privato
  • verifica e monitoraggio
  • open data e trasparenza
  • ridefinizione obiettivi a medio termine

Reti e accordi volontari per la low carbon economy

La strategia Europa 2020 con cui la UE punta a rilanciare l’economia nel prossimo decennio punta a fare dell’Unione un’economia intelligente, sostenibile e solidale. Queste tre priorità che si rafforzano a vicenda intendono conseguire elevati livelli di occupazione, produttività e coesione sociale. In pratica, l’Europa si è posta cinque ambiziosi obiettivi – in materia di occupazione, innovazione, istruzione, integrazione sociale e clima/energia – da raggiungere entro il 2020. Ogni Stato membro ha adottato per ciascuno di questi settori i propri obiettivi nazionali. Interventi concreti a livello europeo e nazionale vanno a consolidare la strategia.

In questo quadro la sfida per ridurre l’intensità di carbonio della nostra economia è la sfida più grande, ma anche più strategica per garantire sicurezza energetica e competitività alla nostra economia nei prossimi decenni.

Trasformare radicalmente il modo di produrre, sfruttare le tecnologie “smart”, riqualificare profondamente il patrimonio urbano e in particolare gli edifici residenziali per ridurre entro il 2050 le emissioni di CO2 (e quindi l’utilizzo di energia da combustibili fossili) di oltre l’80% è possibile solo attraverso schemi di collaborazione tra settore pubblico (comunitario, nazionale e soprattutto locale) e privato (imprese, finanza, associazionismo, ecc.).

Indica supporta Enti Locali e attori privati a definire e attuare schemi di collaborazione volontaria per rendere possibile l’attuazione di schemi tecnici e finanziari innovativi per attuare interventi di riduzione delle emissioni di CO2. Questi processi prevedono l’attivazione di strumenti istituzionali (es. protocolli di intesa, accordi di programma) e schemi finanziari (es. social bond, fondi verdi, ecc.) definiti attraverso processi partecipativi articolati.

Start up imprese e innovazione sociale

 

Cicli locali rifiuti

I rifiuti rappresentano un’enorme risorsa da riutilizzare per evitare che l’eccessivo sfruttamento delle ricchezze ambientali destinate alla produzione di beni materiali, spesso sprecati, pensiamo per esempio all’acqua, al petrolio o alle fonti fossili in generale destinate oggi alla produzione di energia, agli alberi, non sancisca l’esaurimento delle stesse, la capacità naturale di rigenerarsi e la loro disponibilità per esigenze reali e non superflue

L’Obiettivo primario di un intervento sui Cicli Locali è diminuire la produzione locale dei rifiuti e di uso di risorse, attraverso lo sviluppo di un mercato ( e quindi di lavoro) di prodotti riciclati. Chi attiva il progetto dei Cicli Locali si propone di intervenire sia sul fronte dell’offerta, creando le condizioni necessarie per intercettare e valorizzare i materiali che possono essere riutilizzati, riciclati e rimessi sul mercato, sia dal lato della domanda, sostenendo il GPP e incentivando gli acquisti verdi da parte di cittadini, cooperative, imprese, grande distribuzione.

A questo si aggiungono alcuni obiettivi specifici, quali:

  • sviluppare un sistema di mercato per i prodotti di “seconda vita” ;
  • diffondere conoscenze ed informazioni in tema di prevenzione, riuso e riciclo;
  • attivare progetti di diminuzione dello spreco e ottimizzazione della gestione delle eccedenze;
  • aumentare la consapevolezza di consumatori, commercianti, produttori ed enti locali riguardo la possibilità di ridurre i rifiuti attraverso il riutilizzo o l’acquisto di prodotti verdi;
  • creare benefici occupazionali e sociali attraverso il coinvolgimento di start up, piccole imprese cooperative che operano nel territorio e nel settore del trattamento dei rifiuti e della costruzione di prodotti di eco-design e realizzano programmi riabilitativi e di inserimento lavorativo per le persone in difficoltà.

I prodotti che vengono generati dai Cicli Locali (es. tessili, materiali edili, organico, oli) devono possedere determinati requisiti e rispondere a standard di qualità e ambientali, oltre ad appartenere ad una filiera di produzione prevalentemente di tipo locale

Indica supporta le PA e le imprese ad attivare progetti di Ciclo Locale (come nel caso di LIFE Lowaste, del Comune di Ferrara, Hera spa, Impronta Etica, Coop Città Verde) attraverso al analisi delle filiere, dei volumi e del mercato potenziale, delle caratteristiche tecniche dei nuovi ripordrotti e del loro eco-design. Indica supporta le organizzazioni clienti in questo ambito, anche nella realizzare di centri per il RIUSO e progetti per la RIDUZIONE DELLO SPRECO e la giusta gestione delle eccedenze come nel caso del progetto Spreco Coop-Ancc e Coop Cauto (con Edizioni Ambiente)

Verde urbano

“Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso”
Detto africano,  in calce all’ultimo libro di una giovane economista dello Zambia, Dambisa Moyo.

La maggior parte della popolazione oggigiorno vive e/o lavora in città di medie e grandi dimensioni e il territorio urbanizzato è in continua espansione, anche attraverso fenomeni di urban sprawl o diffusione urbana. Questo contribuisce all’aumento della produzione di gas serra e inquinanti, anche a causa di una maggiore dipendenza dalle autovetture, al consumo di suolo, e alla riduzione degli spazi verdi.

Indica ha partecipato allo sviluppo di un nuovo modello di partnership pubblico privato per il miglioramento dell’ambiente urbano attraverso la messa a dimora di alberi in città. Enti locali e Imprese del territorio si associano con un obiettivo comune dando vita a un processo sinergico che permette a entrambe le parti di ottenere maggiori benefici di quanto avrebbero potuto fare singolarmente. Piantare alberi in città contribuisce alla lotta ai cambiamenti climatici grazie all’assorbimento di CO2, migliora la qualità dell’aria abbattendo inquinanti e polveri sottili, riqualifica l’ambiente urbano e promuove il benessere dei cittadini, permette una migliore termoregolazione riducendo l’effetto “isola di calore”. Le aziende che intraprendono questo percorso hanno la possibilità di compensare le emissioni di CO2 di un prodotto/servizio/processo grazie ad un progetto locale, contribuendo nel contempo a migliorare il territorio in cui operano, e innovando le proprie politiche di responsabilità sociale. Questo si traduce in una positiva ricaduta d’immagine, frutto di un impegno concreto, reale e verificabile, che differenzia l’azienda dai competitors e crea uno stretto legame con il territorio.

La partnership viene sancita attraverso un accordo formale tra le parti contenente obiettivi condivisi e regolata da allegati tecnici che definiscono il processo. Gli alberi sono scelti tra le specie più adatte al territorio in base a criteri di maggior assorbimento di CO2 e inquinanti e minori emissioni di VOC (composti organici volatili), grazie a studi scientifici. Sono previsti criteri specifici anche per la selezione delle aree verdi, con lo scopo di massimizzare gli effetti benefici del progetto.

Strumenti per il coinvolgimento degli stakeholder

 

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Spreco alimentare – la gestione delle eccedenze attraverso la donazione

I più recenti dati FAO (settembre 2013, Food Wastage Footprint: Impacts

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GAIA – Green Areas Inner-cities Agreement

GAIA è un progetto Life, cofinanziato dalla Commissione europea, volto a

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LOWaste – Local Waste Market for second life products

I rifiuti rappresentano un’enorme risorsa da riutilizzare per evitare che l’eccessivo

multicolor
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LACRe – Local Alliance for Climate Responsibility

Il progetto LACRe si pone come obiettivo principale quello di contribuire

comunita
ECO Courts – cortili ecologici

Il progetto ECO Courts – cortili ecologici – parte proprio dall’idea

facciamo i conti con l ambiente
Facciamo i conti con l’ambiente

Nel 2004 all’interno dell’Associazione Nazionale delle Agende 21 Locali Italiane è

ecologicool-logo-indica
Ecologicool

Il progetto ecologicool windows è frutto della collaborazione tra Indica e arte vetrina project - realtà consolidata

promise - Consumare e produrre sostenibile
PROMISE – Consumare e produrre sostenibile

PROMISE è un progetto volto a promuovere una maggiore diffusione dei prodotti

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Local Accountability for Kyoto Goals

LAKS è un progetto europeo Life sviluppato dai Comuni di Reggio

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It.a.cà – festival del turismo responsabile

IT.A.CA’, migranti e viaggiatori: Festival del Turismo Responsabile nasce dall’esigenza di promuovere